Ah, il mondo dei videogiochi. Il costoso mondo dei videogiochi. L'incredibile mondo dei videogiochi. Il poliedrico... vabbé basta.
Soldi, tempo e impegno: ecco tutto quello che serve per apprezzare questo hobby meraviglioso.
Pur di sfogare la mente sparando o pilotando per dimenticare il logorio della vita moderna saresti in grado di spendere cifre folli, e tutto per qualche ora passata nel digitale ad occupare la mente col gioco, per poi approdare al nulla una volta spento tutto.
Ma ti piace, e continui perché onestamente non hai un cazzo da fare. E ti viene da urlare bestemmie quando esce un gioco tanto atteso ad un prezzo spropositato.
...Ma se qualcuno ti offrisse una scappatoia per rendere il tutto meno costoso, che faresti?

Quando andavo alle medie, davanti alla mia scuola c'era un negozio della catena Queen Computer, una di quelle che fino a 10 anni fa spadroneggiavano nel settore. I tempi in cui GameStop non sapevamo ancora cosa fosse, e per fortuna. Erano posti dove potevi comprartelo direttamente il computer, in bundle con periferiche e giochi, consigliati persino dalle riviste del settore che rilasciavano di volta in volta un prezziario degli articoli in vendita nei vari negozi. La Playstation era nei supermercati, e chi ci giocava veniva visto per lo più come un tamarro o un perditempo. L'unica differenza fra PC e Consolle era che all'epoca col pc ci studiavi anche, e quindi avevi l'alibi.
Erano negozi che, almeno a me, davano un senso di reale a quelle riviste che compravo all'epoca. Non so spiegare il perché ma al Queen Computer, da Alex, da WellCome ed altri più piccoli, mi sembrava di stare dentro alle redazioni di GMC e TGM. E si, già all'epoca sognavo di scrivere e di entrare in una di quelle redazioni e di lavorarci. Un mondo fatto di scatole di joystick, computer di fascia alta, software e TANTO CARTONE.
Persino i giochi all'epoca avevano le scatole di cartone, e non c'era ancora tutto questo troiaio di magliette, borse, gadget e fanservice: era informatica pura, anche se prestata nel settore dell'intrattenimento.

Una volta, come forse ricorderete, ogni gioco e software da ufficio stava in una scatola ingombrante col suo manualozzo e i suoi artwork (in alcuni casi). Sono cose che adesso vedi SOLO se hai comprato la "UBER SPECIAL EDITION", altrimenti ti attacchi al tram. Quando racconto che lo scatolato di MechWarrior 2 aveva anche un diario del pilota, con storie ed artwork, tutti mi pigliano per pazzo pensando che abbia speso 200 euro.
E invece era la norma, e un po' mi manca quel rapporto produttore/consumatore.

Però se proprio andiamo a vedere avevo anche molti giochi piratati senza confezione, fra Warez e Twilight-CD, quindi se dovessi fare il nostalgico per le scatole a questo punto mi contraddirei sicuramente. E non mi dispiacevano nemmeno quelli, difatti il rapporto "piratati VS originali" era circa 10 a 1, ma mi son sempre coperto con la storia del "prima lo provo piratato e se mi piace POI lo compro".
Non era una cazzata comunque: le serie di Half-Life, KOTOR, Mafia, Bioshock, Ace Combat, e tante altre sono tutte originali nella mia collezione. Voglio soltanto preservare il mio portafogli dallo sperpero in merda, una cosa che ho capito solo dopo aver comprato "Enter the Matrix", la prova che non sempre le recensioni sulle riviste hanno ragione. Quei 50 euro mi pesano ancora dopo 14 anni.

Comunque nel 2004 arrivò Steam e la sua rivoluzione forzata. Volevi Half-Life 2? Non ti bastava il DVD originale: per installarlo dovevi collegarti a Steam o ciccia. Ed all'epoca non avevo ancora internet. Per MESI ho guardato negli occhi Gordon Freeman sulla copertina, pensando "bastardi... non mi fate giocare", sperando che da un momento all'altro qualcuno in Valve rilasciasse una dichiarazione tipo "abbiamo fatto la cazzata, installatelo pure senza connettervi".

E invece nulla, quindi tornai alla pirateria. Nonostante avessi HL2 originale, trovai una copia crackata e ci giocai fino allo sfinimento. Ero soddisfatto, e mi dimenticai di questa storia fino almeno al 2013, quando cambiai computer migliorando le performance e aprendo la porta ai tanti titoli disponibili sul mercato.
"Ma avrai giocato a qualcosa dal 2004 al 2013?" CERTO CARI MIEI, ma con la poco costosa Xbox360. Poco costosa perché usata e sbloccata. Sbloccata per far girare giochi scaricati da un sito spagnolo, poi masterizzati su DVD-DL.
E ne avevo un sacco di giochi, la noia diventò solo un ricordo lontano.

Poi arrivò il giorno, una data che non dimenticherò mai perché coincide con la mia decisione di non piratare più nulla: 11/11/11.
Se pensate a un insulso film dell'orrore, andate via da sto blog e chiudete il pc perché non siete degni di leggere tale data.

11/11/11: ESCE SKYRIM

Ricordo abbastanza bene quella giornata: mi stavo mollando con la donna dopo anni, odiavo il mio posto in Magneti Marelli, pioveva. Ma nonostante i problemi che avevo, uscii dall'ufficio un'ora prima, arrivai al MediaWorld e comprai la mia copia del Day One, pronto a immergermi in quel mondo fantastico e prendermi una settimana di ferie (non scherzo) dimenticando tutto e tutti. Solo per poi scoprire che per avviare il gioco avrei dovuto rimuovere lo sblocco della consolle aggiornando la dashboard, ed era voluto proprio per fregare noi pirati casalinghi. Salutai tutti i DVD copiati fino a quel momento e aggiornai: tutto pur di giocare a quella meraviglia.

E grazie a Skyrim, da quel momento in avanti giocai solo a giochi originali perché avevo di nuovo fiducia negli sviluppatori di titoli presentati come "belli". Persi invece la fiducia nei publisher e nelle consolle quando uscirono Mass Effect 3 e Halo 4, giochi buggati anche da appena usciti perché schiavi dei DLC e delle patch di sicurezza.

Nel 2013 cedetti la Xbox a mio fratello e col nuovo pc tornai a Steam, scoprendo intanto che la rete di giochi disponibili per la piattaforma di Valve si era gonfiata a dismisura, ospitando anche giochi free-to-play e indie senza grossi nomi dietro, novità assolute nel panorama videoludico.
A questo punto che senso ha scaricare e crackare i giochi, quando in cambio di soldi ti danno pieno supporto e divertimento, dandoti in più la possibilità di far parte di una community e giocare con i tuoi amici e sconosciuti online? Ogni tanto Steam organizza il week end dei saldi, e tutti giù di portafogli per acchiapparsi il titolo del momento con uno sconto fortissimo.

Ti si spacca il sistema operativo e devi reinstallare? Niente più DVD! Scarica a nastro e intasati la connessione per riavere i tuoi giochi installati e pronti! Anche i salvataggi ti tengono...

Apro ora una parentesi veloce, e dirò che non tutti i paesi nel mondo hanno lo stesso costo della vita. "Grazie al cazzo", direte voi, ma fa parte del discorso.
Per fare un esempio a chi ha viaggiato poco, una birra media in Italia la si paga 5€ mentre in Polonia bevevo abitualmente al Browar Miejski di Bielsko-Biała (un birrificio fighissimo), e una birra artigianale la pagavo 7 Złoty. Al cambio attuale, quella birra mi costava la bellezza di 1.65€. E parlo di una media artigianale strabuona, non la merda che spesso trovi nei pub torinesi e spacciata per meraviglia.
Allo stesso modo immagino che nei posti più costosi e a nord d'Europa pagherei forse il doppio rispetto a quanto faccio qui in Italia, e probabilmente rivaluterei i pub torinesi non per qualità ma per quantità data la disponibilità del mio budget.

Quindi se qui un gioco costa 60€, in un altro paese (preferibilmente dell'est Europa) considerato il cambio pagherò circa un terzo o almeno la metà, e questo perché se il prezzo fosse uguale ovunque in alcuni posti sarebbe davvero proibitivo giocare o vivere.
Adesso, Steam e soci abilitano i loro giochi tramite chiavi, ogni copia ne ha una, e ti danno la possibilità di attivarla direttamente in piattaforma. Non è quindi necessario avere una scheda steam, comprare la scatola del gioco o avere PayPal pronto: basta la chiave.
Mettiamo caso ci siano dei siti che ti danno la possibilità di comprare queste chiavi, di provenienza chiaramente straniera ma originali, a un terzo del prezzo che troveresti nel negozio ufficiale della tua area geografica.

...Che fai, non lo compri?

E non è nemmeno furto, perché ci applichi l'IVA del tuo paese nel pagamento, ed è perfettamente legale come manovra.
Steam non può venire a dirti "hey, hai comprato una chiave da un paese straniero! non l'hai pagata come tutti i tuoi compatrioti, vergogna! ti blocchiamo l'account!" perché l'hai comprata, hai le ricevute, non hai usato crack o altri barbatrucchi che figurerebbero CERTAMENTE sotto il termine "pirateria".
Non possono importi il capitalismo e la globalizzazione, la moneta elettronica e le possibilità di comprare a prezzi convenienti da ogni parte del mondo per poi dirti "no, non si fa così".
Non ho crackato niente, non ho comprato nulla di fasullo, non ho rubato nulla a nessuno.
Per far la prova ho preso Skyrim (sono nostalgico) con tutte le espansioni a un terzo del prezzo normale, e mi ci sto divertendo un sacco.

"Ma Jollanza, non pensi ai lavoratori?"

Chi, i team di sviluppo? I miei soldi gli arrivano lo stesso.
I negozi? GameStop fattura sopratutto su magliette e consolle, e non hanno potere di vendita sui prodotti della rete Steam.

L'unico che FORSE potrebbe uscirne danneggiato, in minima parte, è il publisher che ingrassa il prezzo ogni volta che può.
Volete davvero i miei 60 euro per ogni gioco? Datemi la scatola, il manuale e tutto il companatico. Per avere solo la parte digitale (intangibile), pago quello che vale. Sto solo applicando la regola "pago cammello, ricevo cammello", e quando vorrò un gioco in edizione Collector's con i gadget, pagherò il prezzo che fate voi.
Per ora applico il LORO modello alle mie e alle LORO tasche.

PS: SO che molti di quelli che han letto queste righe avran pensato "ma io lo sapevo già". Sappiate che al mondo esistono molte persone che non hanno la vostra stessa "cultura".

PS2: No, non vi allego i link dei siti dove comprare le chiavi. Avete google, e il pinguino a inizio articolo è più che sufficiente come indizio.