Sabato è esploso il merdone.
Premessa: "La Vita in Diretta" è un contenitore di attualità storico in onda sulle reti RAI dal 1991, cambiando a volte nome, ma restando sempre sul pezzo e con lo stesso team di ideatori.
Far parlare laggente per strada, interrogarsi su costumi e società, dare aria alle lingue degli opinionisti e fare del gossip spicciolo fra un fatto di cronaca e l'altro. Oggi magari penserai "PFFF lo fanno anche Le Iene, Striscia e tantissimi altri. Dove sarebbe la novità?".
Nessuna novità, non parlo di questo. Ma è stato il precursore di un filone che ha caratterizzato un intero format, un genere televisivo per lo più italiano, basato sul dare fiato alle trombe di chiunque. In questo programma si trova veramente di tutto, e trovo difficile pensare che dal 1991 a qui gli autori siano riusciti a tirare fuori una formula tanto ripetitiva e rinnovabile al tempo stesso, al punto da non immaginare la RAI senza questo programma. L'alfiere dell'informazione di chi può guardare la tv durante il pomeriggio senza aspettare gli approfondimenti di un telegiornale. Talmente potente da generare spin-off e collegamenti con altri programmi, quindi per la RAI è un cavallo da battaglia a tutti gli effetti.
Uno di questi spin-off è "Parliamone... Sabato" condotto da Paola Perego, che approfondiva le tematiche del programma madre per scendere ancora più nel torbido e dare veramente sfogo all'opinionista latente, in attesa di indignarsi, che c'è in ogni italiano.
Delle volte pure troppo.
Ecco il merdone, ancora fumante:

Se all'inizio pochi ci avevano fatto caso, è bastato un post su Facebook per mettere in subbuglio la dirigenza RAI e far detonare molti cervelli italiani direttamente nella scatola cranica per profonda indignazione.
Quel che non capisco però è PERCHÉ indignarsi per una cazzata del genere.
Analizziamo la cosa: è offensivo, sessista, a tratti razzista.
E dove sta il problema, visto che è quello che pensano tutti, dico io?
Siamo quelli che per tutto l'anno commentano con "cagna" le foto nelle bacheche delle ragazze e che si ammazzano di seghe su pornostar bisunte per placare gli istinti, salvo poi comprare mimose a tonnellaggio una volta all'anno per lavarsi la coscienza. Il maschio italiano ha stabilito dei record col puttantour. Fra l'altro mi accorgo che "puttantour" sia una parola riconosciuta dal dizionario del mio blog, per cui ringrazio vivamente il popolo dei petalosi per aver introdotto questo termine nel linguaggio comune.
Siamo quelli che se una ragazza viene stuprata dal branco, diamo la colpa a lei perché essendo donna è anche un po' zoccola nel DNA, e quindi provoca il buon maschio figlio di mammà e poverino. Il femminicidio in italia viene discusso solo quando lo esegue uno straniero, per il resto sticazzi.

Dove sta il problema allora? Il programma è persino presentato dalla Perego, donna anche lei! Ecco perché fra non molto il programma tornerà, magari cambiando titolo. Ecco perché la Perego tornerà in televisione, e gli autori non perderanno il posto. Una mischiata di carte, una lettera di scuse... e via verso nuova programmazione.
Un servizio del genere è stato fatto sicuramente per indignare, notare anche la suddivisione in punti così da essere ancora più precisi, e fare in modo che il programma abbia una qualche eco mediatica.
E ce l'ha fatta.
Tipo Libero, il giornale, che ogni settimana ci delizia con le migliori idee partorite dai suoi titolisti.
Un esempio pratico per voi, solo uno:

Ecco la mia reazione quando leggo un loro titolo:

E questi sono lo specchio della nostra società, ne' più ne' meno. Se fossimo migliori, giornalisti professionisti e autori non produrrebbero tanta merda. E invece ne producono tanta, quindi evidentemente VENDE E FUNZIONA. Allo stesso modo di Libero c'è "Quinta Colonna" in tv capace di tirare fuori tanto di quello squallore, delle volte pilotato, da far sudare dalla vergogna anche un prete pedofilo.
Intere serie tv sui sei canali principali con trame incentrate sul Clero e sulla Mafia (MA GUARDA UN PO') e dallo share stratosferico ci insegnano che siamo ancora legatissimi a figure del genere mentre il mondo va avanti. Colgo l'occasione per ringraziare chi lavora per Netflix, perché da quando esiste ha dato un'alternativa validissima al pattume che arriva sui nostri decoder.
Se avessimo voluto la tv di qualità che tanto sogniamo, un Canone RAI degno di essere pagato, e una situazione migliore in generale, avremmo preteso. Avremmo boicottato usando l'arma del gradimento, nel caso, per far capire che le cose dovrebbero andare in direzione diversa.
Invece ci piace e continuiamo a dimostrarglielo, per cui va bene così e non serve indignarsi, tanto la prossima settimana non ne parleremo più. Quei programmi continueranno a produrre share, loro continueranno a produrli, voi continuerete a produrre share.

All'infinito.

Fatevi piacere la "cultura moderna" e le vostre lamentele, finché non fate qualcosa di concreto per far valere i vostri diritti, i vostri slogan valgono ben poco.
Volete cambiare le cose? Posate i manganelli e le pietre, basta striscioni e invocazioni di onestà e libertà a tutti i costi lanciati da biechi personaggi. Prendete in mano i libri e pretendete cultura.
Abbiate desiderio di qualità e imparate a vivere in maniera consona, non date la colpa alla televisione del vostro fallimento culturale.

...Sei almeno riuscito a leggere fin qui?

PS: Non mi piace Gabbani.
Ma il testo di questa canzone è quanto più sia vicino alla realtà.